Nel panorama della tutela animale in Puglia, si parla ancora troppo poco di asini e cavalli, animali intelligenti, sensibili e sociali, ma spesso dimenticati. Seppur legati profondamente alla storia rurale della regione, oggi molti equidi vivono ai margini, vittime di abbandono, trascuratezza o sfruttamento.
La Puglia, con le sue aree interne e le campagne ancora segnate dalla presenza silenziosa di animali da traino o da soma, è una delle regioni dove gli asini continuano ad essere usati, spesso in contesti che non rispettano le loro esigenze etologiche. Accade che siano lasciati isolati, senza contatto con altri animali, sottoposti a condizioni di vita inadeguate o semplicemente ignorati nel momento in cui “non servono più”.
I cavalli, dall’altro lato, sono ancora oggi utilizzati per manifestazioni folkloristiche, turismo e sport. Non sempre, però, le condizioni in cui vivono rispettano il loro bisogno di movimento, socialità e libertà. Le cronache regionali parlano con sempre maggiore frequenza di casi di abbandono o sequestro, anche legati a corse clandestine o trasporti illegali.
È fondamentale ricordare che asini e cavalli non sono strumenti, ma esseri senzienti riconosciuti come tali anche dalle normative europee. Hanno bisogno di spazio, libertà, interazione, cure veterinarie e di non essere trattati come “mezzi” per scopi umani.
In Puglia esistono realtà che stanno lavorando per cambiare questa prospettiva: rifugi, piccoli santuari, volontari e attivisti che si prendono cura di equidi sottratti a situazioni di disagio. Ma il loro lavoro è spesso ostacolato dalla mancanza di attenzione pubblica, fondi adeguati e sostegno istituzionale.
Parlare di antispecismo significa anche questo: includere tutti gli animali nel discorso sul rispetto, anche quelli che culturalmente non siamo abituati a considerare “da compagnia”. Ridare dignità agli equidi in Puglia è un passo necessario per costruire un vero cambiamento nel nostro rapporto con gli animali.